Tiglio selvatico
(Tilia cordata)

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Classificazione scientifica

FamigliaMalvaceae, Tiliaceae
GenereTilia
Speciecordata
Nomi comuniTiglio selvatico

Descrizione: Latifoglia nobile dei nostri boschi; albero di media o grande dimensione, può raggiungere in condizioni ottimali i 25-30 m di altezza ma di solito inferiore al T. platyphyllos, si possono trovare però esemplari di oltre 1,5 m di diametro del tronco, pianta molto longeva, è pollonante alla base anche se non stimolato da tagli o riduzioni di chioma.
Tronco molto robusto a volte policormico negli individui isolati, chioma ampia, subglobosa ma meno ovale che in T. platyphyllos.
Ha crescita non molto rapida, ma rimane sostenuta per moltissimi anni.
La corteccia liscia macchiettata, grigio-bruna da giovane, diviene con l'età solcata longitudinalmente in solchi poco profondi di colore grigio.
I giovani rami sono glabri e lucidi di colore dapprima verdi olivastri e poi bruni o rossicci, meno robusti che in T. platyphyllos, portano gemme ovoidi-globose con 2 perule evidenti, glabre, rossastre.
Specie utilizzata soprattutto nei cedui, veniva un tempor trattata con turno di 15-20 anni. Attualmente si preferiscono turni di 25-30 anni. Ha ottima capacità di ricaccio dalla ceppaia. I polloni tendono a essere ricadenti all'inizio, ma poi si raddrizzano velocemente.
Il tiglio può essere governato anche a fustaia. Si riproduce bene da seme, ma la gran parte di questi germina dopo 2 o 3 anni. 

Foglie, Fiori, Frutti: Le foglie sono relativamente più piccole che in T.nostrale tra 3 a 9 cm, ovate sub-orbicolari a base nettamente cordata a volte anche asimmetriche, da cui l'epiteto specifico “cordata”, brevemente appuntite all'apice; la pagina superiore è verde scuro, liscia con nervature terziarie non evidenti; quella inferiore da verde chiaro all'inizio stagione vegetativa, a glauca con ciuffi di peli bruno- rugginosi all'ascella delle nervature, hanno il margine serrato e il picciolo glabro, lungo 2-4 cm.
Le foglie dei polloni sono molto più grandi di quelle dei rami adulti.
Le infiorescenze sorrette da una lunga brattea, portano più fiori che in T. nostrale, da 5 a 15 fiori poco odorosi, sepali lunghi 3 mm mentre i petali variano da 3 a 8 mm.
I fiori sono bianco giallognoli, hanno ovario tomentoso e al massimo 30 stami e senza staminoidi.
L'antesi è più tardiva che in T. nostrale, circa due settimane di differenza, dalla metà di giugno alla metà di luglio; l'impollinazione è entomofila e molto mellifera.
I frutti sono nucule subglobose di circa 5-6 mm a pericarpo membranoso, fragile, tomentoso e grigiastro a maturità (ottobre) con 5 costolature appena accennate.
La disseminazione è, come in tutti i Tigli, anemocora e si protrae per tutto l'inverno, il trattamento dei semi per la semina è identico che in T.nostrale.
La plantula è subglabra con cotiledoni a 7 lobi L'apparato radicale in gioventù è fittonante, poi ampio e robusto con grosse radici che si approfondiscono nel terreno ma alcune si sviluppano in superficie, tende a formare facilmente polloni al colletto naturalmente e, se la chioma viene ridotta da eventi meteorici o drastiche potature, emette anche polloni dalle radici laterali.

Areale, EcologiaCresce nelle zone fitoclimatiche del Castanetum e del Fagetum, dove risale a quote maggiori del T.nostrale fino a 1700 m negli Appennini centrali.
Preferisce terreni profondi, freschi e ricchi di humus dolce proveniente da rocce carbonatiche ma anche flycsh sub-acido, purché non argilloso-compatti, né francamente sabbiosi, in queste ultime condizioni edafiche, sostituisce completamente il Tiglio nostrale che non sopporta terreni acidi.
E' specie più sciafila e resiste meglio ad eventuale aridità estiva rispetto all'altro Tiglio. 
Di temperamento mesofilo, esige buona umidità dell'aria e del suolo, tollera forti escursioni termiche quindi vegeta in climi tendenzialmente più continentali negli orizzonti delle latifoglie eliofile e nella porzione inferiore delle latifoglie sciafile. 
I Tigli sono piante poco socievoli, non formano mai boschi puri, si trovano in modo sporadico a piccoli gruppi in mescolanza con Rovere, Aceri, Frassini, Carpini e Cerro, ma anche con Faggio e Abete bianco.
Spesso però li troviamo in parchi e grandi giardini e come alberature stradali assieme ad altri Tigli non autoctoni, per la loro chioma, bellezza, profumo, maestosità e longevità, anche in località fuori dalla fascia di vegetazione che gli è propria.
In particolare partecipa al piede delle Alpi, Prealpi, zone collinari all'ordine fitosociologico Querco-Fagetalia Vanden Berghen 1957 si tratta di un ordine molto articolato che presenta specie del gruppo di Carpinus betulus (Cb)e del gruppo di Acer campestre (Ac) comprende tre buone specie caratteristiche: Arum maculatum, Asarum europaeum e Polygonatum multiflorum.
L'ordine si divide in due subordini, Fraxino excelsioris-Tilienalia cordatae, con caratteristiche centroeuropee e Aceri obtusati-Fagenalia in condizioni submediterranee nel centro e meridione d'Italia.


Presenza regionale

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