Abete rosso
(Picea abies)

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Classificazione scientifica

FamigliaPinaceae
GenerePicea
Specieabies
Nomi comuniAbete rosso

Descrizione: albero sempreverde di prima grandezza, raggiunge nelle migliori condizioni stazionali, 50 metri ed occasionalmente anche 60 metri di altezza e circonferenze del tronco di 2 metri; è molto longevo potendo vivere anche oltre 500 anni.
Ha fusto dritto e slanciato che nelle migliori condizioni è quasi cilindrico per oltre 20 m, la chioma è di colore verde scuro, può avere profilo ogivale e da triangolare a quasi cilindrica, il cimale ha sempre la dominanza ed anche in vecchiaia la cima ha forma di freccia.
La corteccia è sottile e rossastra nelle piante giovani, formata da squame membranacee; nelle piante adulte si forma un ritidoma di poco spessore, di colore grigio-brunastro formato da placche irregolari o rotonde.
Il peccio ha rami di primo ordine corti mai molto grossi, quelli del terzo apicale sono ascendenti, quelli del terzo medio sono orizzontali tipicamente arcuati e quelli del terzo inferiore più o meno discendenti.
I rami di secondo ordine e i rametti giovani sono sottili sub glabri o fittamente pelosi di colore brunastro o anche giallastri-aranciati e possono essere penduli, orizzontali, ma a volte anche eretti, portano gemme coniche di circa 6 mm generalmente non resinose formate da perule bruno-rossastre riflesse.

Foglie, Fiori, Frutti: Le foglie sono chiamate aghi, persistono anche fino a 10 anni, sono lunghi da 15 a 25 mm, sono a sezione tetragonale, romboidale di colore verde scuro, lucidi o opachi, le linee stomatifere, 2 o 3 su ogni lato, più chiare, non sono molto evidenti.
Gli aghi sono caratteristicamente inseriti su “cuscinetti” rilevati che avvolgono il rametto; gli aghi sono dritti o incurvati verso l'alto, hanno la punta mucronata e leggermente pungenti ma anche arrotondata non pungenti, sono disposti generalmente tutto attorno al rametto ma anche rari o assenti nella parte inferiore.
I conetti maschili inizialmente rossastri, diventano gialli-rosati all'antesi, si trovano generalmente all'apice dei rametti dell'anno precedente e nel terzo superiore della chioma, sono disposti orizzontalmente o ascendenti su un corto peduncolo che si piegano verso il basso a fine antesi.
II conetti femminili si trovano all'apice dei rametti laterali nella parte più alta della chioma, sono sessili, cilindrici e di colore rosso cupo, eretti fino alla fecondazione, poi penduli. L'antesi avviene, a seconda del clima locale, da aprile a giugno.
Gli strobili sono generalmente cilindrici ma rastremati all'apice, possono essere dritti o incurvati da (5,5) 10 a 18 (20) cm.,larghi 3-4 cm, quando immaturi sono verdi e a maturazione, in autunno, diventano marroni; hanno squame sottili e coriacee, sono persistenti di forma varia ma più spesso rombiche con apice arrotondato o dentato, le brattee non sono visibili, sono lanceolate e dentate all'apice; ogni squama porta due semi bruni lunghi 3-5 mm con una faccia molto più convessa dell'altra, circondati da un'ala sottile e lucida.
Durante l'inverno avviene la disseminazione e gli strobili cadono interi, il seme non è dormiente ma la capacità germinativa si mantiene anche per due anni.
Il propagulo ha un ipocotile sottile e verde e porta da 6 a 11 cotiledoni lunghi 12-17 mm a sezione triangolare con linee stomatifere bluastre, le prime foglie vere sono a sezione tetragona sono inserite su cuscinetti biancastri e a differenza delle foglie definitive hanno i margini denticolati.
Come spesso avviene, anche nel peccio, la produzione del seme è tardiva nelle piante in bosco dopo i 40-50 anni di età, mentre è più precoce nelle piante isolate già a 20-30 anni.
La grande produzione di seme (pasciona), avviene generalmente ogni 3-5 anni a clima più temperato ma, ogni 8-10 anni nelle zone più fredde.
Un'altra possibilità di propagazione naturale dell'abete rosso è la propaggine ed avviene allorquando i rami bassi vengono costantemente a contatto con il terreno dove radicano; questo avviene abbastanza spesso alle quote più elevate e nelle zone più fredde dove la neve piega i rami sul terreno per gran parte dell'anno e visto che a quelle condizioni la produzione di semi è scarsa e rara, questo è uno dei suoi principali metodi di propagazione, formando così nuclei densi di rinnovazione con al centro la pianta madre.
il legno della picea è omomorfo e ad occhio nudo non è distinguibile in alburno e duramen ma si distingue bene da quello dell'abete bianco per la costante presenza di canali resiniferi che si trovano nel legno tardivo dell'evidente anello, che passa gradualmente da legno primaticcio a quello tardivo. Il legno è di colore giallognolo, è poco pesante ed è tenero, formato da fibre lunghe.
L'apparato radicale è superficiale, raramente va oltre il mezzo metro di profondità anche in terreni profondi, è di tipo tabulare può perciò svilupparsi anche in terreni molto superficiali e rocciosi dove può entrare negli interstizi della roccia migliorando la stabilità della pianta, ma anche e soprattutto è un adattamento a suoli permanentemente ghiacciati in profondità (permafrost) approfittando così del poco suolo che si sgela nella corta stagione vegetativa.
Questa caratteristica lo rende particolarmente vulnerabile agli eccessi atmosferici in molte zone soggette a forti venti stagionali o a temporali di forte intensità, è altamente sconsigliato piantare questa specie in zone urbanizzate.

 

Areale, Ecologia:  l'areale del peccio in tutte le sue varietà e forme, è vastissimo, nella sua zona più meridionale ha una notevole capacità di adattamento a quote molto diverse, è anche molto ubiquitario rispetto alla stazione di crescita diversificandosi così in numerose forme locali.
Il suo vastissimo areale va dai 5° di longitudine est delle coste atlantiche della Scandinavia, fino a 160°di longitudine est, attraverso tutta la Siberia fino al Mare di Okhotsk; dai 70° di latitudine nord nella Siberia e Fennoscandia, ai 45° sud, dell'Italia e della penisola balcanica.
Il limite nord e altitudinale è dato dalla isoterma di 10°C del mese di luglio.
Nella riconosciuta sottospecie siberiana è la specie edificatrice della “Taiga” e il suo nucleo principale comprende la Russia settentrionale, la Fennoscandia e tutta la Siberia dagli Urali al Oceano Pacifico, anche Cina in Manciuria.
L'abete rosso è specie marcatamente continentale in particolare nelle sottospecie obovata e fennica, mentre è meno esigente nelle forme e varietà alpine dove sopporta anche climi suboceanici.
In Europa si possono distinguere tre settori corologici:
· Il settore sarmantico-baltico: il più vasto e comprende la Fennoscandia, la Russia settentrionale fino agli Urali e forma prevalentemente foreste di pianura.
· Il settore ercinico-carpatico:dai Sudeti e la Selva Boema poi a nord nella Polonia meridionale fino alla cosidetta “disgiunzione polacca” dove inizia il settore sarmatico-baltico, a ovest nella Turingia e Selva Bavarese, a sud nei Carpazi fino alle selve Transilvaniche
· Il settore alpino-balcanico: che comprende tutte le Alpi tranne le Alpi Marittime anche le due piccole stazioni relitte dell'Appennino settentrionale alla Foce di Campolino nella Foresta dell'Abetone e al Passo del Cerreto.
In quest'ultimo settore la diffusione del peccio dopo l'ultima glaciazione, pare sia proprio iniziata dalle zone di rifugio dell'Appennino quale la Foresta dell'Abetone (Giannini et al. 1991).
Questa supposizione è rafforzata dal fatto che le provenienze della Foce di Campolino sono caratterizzate da un elevato grado di polimorfismo che comprende certamente tutti i fenotipi presenti in Italia con forme comprese fra il morfotipo a pettine e quello a rami orizzontali; anche le squame degli strobili sono variabili ed anche ramuli e gemme presentano affinità con obovata-alpestris, costante pubescenza ghiandolare e gemme spesso resinose.



Presenza regionale

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