Magnolia bianca
(Magnolia grandiflora)

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Classificazione scientifica

FamigliaMagnoliaceae
GenereMagnolia
Speciegrandiflora
Nomi comuniMagnolia bianca

Descrizione:  Albero sempreverde, alto fino a 37 m, di lento accrescimento, con chioma larga, conico-piramidale di 5-8 m di Ø; tronco semplice e diritto dalla corteccia grigio scura o marrone chiara, ruvida e spessa, può raggiungere 1,5 m di circonferenza; rametti giovani rossiccio-tomentosi. Gemme avvolte da 2 stipole libere, caduche, che lasciano cicatrici anulari al punto di inserzione sul rametto.

 

Foglie, Fiori, Frutti: Foglie persistenti, alterne, intere, ma talvolta con margine ondulato, coriacee, di 10-20 x 4-7(10) cm, con piccioli di 1,5-4 cm; lamina ellittica o obovato-oblunga, verde scura e lucida superiormente, pubescente-ferruginosa nella pagina inferiore, a base cuneata e ad apice acuminato, raramente ottuso. Fiori attinomorfi, ermafroditi, grandissimi e molto fragranti (15-25 cm di Ø), solitari e terminali, disposti su un grosso brachiblasto ascellare di 1,5-3 cm e avvolti in boccio da due larghe brattee spatacee. Perianzio concavo a coppa, non differenziato in sepali e petali, formato da 6-12 tepali petaloidi liberi, obovati, bianco candidi (6-10 x 5-7 cm), di consistenza carnosa e cerosa, disposti in verticilli elicoidali..Carpelli e stami numerosi, spiralati sull'asse del ricettacolo; androceo alla base di esso con stami a filamenti lamellari brevi, porporini, ad antere lineari, adnate, gialle, introrse; gineceo nella parte apicale, con carpelli uniloculari ovoidi, di 1-1,5 cm, sericeo-villosi, stimmi arrotolati. Il frutto è un follicono allungato e cilindrico di 7-10 cm, bruno-rossastro a maturità, costituito da numerosi follicoli pubescenti ad apice lungamente rostrato, deiscenti per fenditura dorsale. Seme con pericarpo carnoso (arillo) ellissoide rosso-arancione di 12-16 mm, munito di un lungo funicolo capillare elastico dal quale rimane appeso per lungo tempo.

 

Areale, Ecologia: Originaria del sud degli Stati Uniti, introdotta in Europa agli inizi dell XVIII secolo, è comunemente coltivata in parchi e giardini per la sua bellezza e per la resistenza all'inquinamento atmosferico. Casualmente inselvatichita in alcune zone del territorio.

Presenza regionale

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