Larice
(Larix decidua)

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Classificazione scientifica

FamigliaPinaceae
GenereLarix
Speciedecidua
Nomi comuniLarice

Descrizione: Albero caducifoglio, di prima grandezza, fusto dritto con base molto allargata o ricurvo alla base.
La chioma di colore verde chiaro in primavera, giallo dorato in autunno, è piramidale negli esemplari giovani, mentre negli esemplari adulti è allargata; l'apparato radicale è molto esteso.
La corteccia è liscia e grigia negli esemplari giovani, sempre più ruvida, spessa, di colore bruno-rossastra, profondamente fessurata e desquamante a piastre, negli esemplari più vecchi.
I rami primari sparsi e orizzontali con apice rivolto verso l'alto, i secondari sottili e flessibili di color rosa-marrone o giallastri, spesso penduli. Cresce velocemente, ha una vita media molto lunga; in condizioni ottimali può raggiungere 50÷55 m di altezza anche se in genere misura 8÷25 m
I germogli sono ovali e non resinosi.

Foglie, Fiori, Frutti: Le foglie sono aghiformi, piatte e molli, non pungenti, caduche, questa è l'unica conifera che le perde, sono distribuite a spirale tutt'attorno al ramo sui macroblasti; riunite in fascetti di 20÷40 e più aghi, sottili di colore verde chiaro, all'estremità dei brachiblasti.
I fiori maschili, sono globosi, giallastri, portati da coni lunghi pochi millimetri, penduli; quelli femminili, ovoidali, eretti, inseriti su piccole pigne di colore rosso. Dopo l'impollinazione diventano bruni (coni o strobili) a squame sottili e ovali, leggermente convesse, la loro superficie è striata, lucente e liscia nei coni più vecchi, rossastra e pubescente alla base; con due semi in ogni loggia, alati, bruni e lucidi, persistenti sul ramo fino a disseminazione completa, spesso sino alla caduta del ramo stesso, poi caduchi.

 

Areale, Ecologia:  Specie eliofila che predilige siti ben espsoti, caratterizzati da inverni asciutti, freddi e nevosi, si adatta a qualsiasi terreno, purché ben drenato, colonizzando anche terreni spogli è diffusa in tutto il piano montano e subalpino
Forma boschi puri (lariceti), ma talvolta si trova isolato raggiungendo le quote più elevate, su ghiaioni e luoghi rocciosi. Dove il bosco finisce lasciando posto alle praterie alpine, facilmente si incontrano individui isolati, deformati dal vento e dalla neve, con il classico portamento a sciabola.
È l'albero che si spinge alle quote più elevate e sulle Alpi, dove consorzia spesso con Picea abies (L.) Karst. e, ove la riduzione del carico del bestiame, ne ha permesso l'espansione, con Pinus cembra L. (soprattutto sulle Alpi Orientali) segna il limite superiore del bosco. Altezza 0÷2.400 m sl.m. Bellissimi lariceti puri sono quelle dell'Alpe Vegli ain Piemonte, boschi misti con Picea abies (L.) Karst. sono invece comuni in tutte le Alpi.

Presenza regionale

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