Frassino
(Fraxinus excelsior)

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Classificazione scientifica

FamigliaOleaceae
GenereFraxinus
Specieexcelsior
Nomi comuniFrassino

Descrizione: E' una delle latifoglie nobili dei nostri boschi. grande albero deciduo, può essere poligamo (con fiori sia maschili che femminili), ermafrodita, o unisessuale, pare che le piante poligame e maschili siano le più frequenti; può raggiungere i 40 m di altezza e 1 m di diametro è abbastanza longevo.
E' una specie a rapido accrescimento, con tronco dritto e slanciato, chioma leggera e ovale-piramidale in gioventù, diventa più arrotondata con l'età.
La corteccia giovane rimane per molti anni liscia, verde-grigiastro con macchie più chiare; tardivamente e gradualmente si forma un ritidoma persistente con fini e dense fessurazioni longitudinali, regolari e di colore grigio.
I rametti dell'anno, sono robusti, lisci e verdi-grigi, con lenticelle ben visibili a volte leggermente vellutati presso l'apice; le gemme, con poche perule, sono nere e opache, le gemme laterali sono globose e piccole, quella terminale è molto più grossa e piramidale.
E' una specie a crescita predeterminata, monopodiale (la gemma apicale ha sempre la dominanza e ne determina l'allungamento). Il getto apicale primaverile, può essere verde olivastro con lenticelle scure o verde purpureo.Il legno è poco differenziato di colore bianco a volte con sfumature rosate o giallastre, è un legno pregiato, duro, tenace ed elastico, molto ricercato per falegnameria ed ebanisteria, dai pedali marezzati si ricava il cosiddetto "ebano grigio" molto ricercato per ebanisteria fine.
Viene molto ricercato anche per la fabbricazione di remi, alberi di imbarcazioni e manici di utensili, è un buon combustibile.

 

Foglie, Fiori, Frutti: Il Frassino maggiore ha foglie composte imparipennate con 7-15 foglioline di 5-11 cm di lunghezza e 1-4 cm di larghezza, sessili o subsessili solo la fogliolina apicale è nettamente picciolata, sono di forma ovale, acuminate all'apice e più o meno arrotondate alla base, minutamente dentate al margine, verde scuro di sopra, glabre, più pallide nella pagina inferiore con la nervatura centrale che può essere pubescente almeno alla formazione.
I fiori sono riuniti in pannocchie dense, laterali che compaiono prima della fogliazione, in marzo o aprile, sono privi di perianzio con stami molto brevi e grosse antere di colore purpureo.
L'impollinazione è anemofila(mediante il vento).
Il frutto è una samara monosperma, lunga 3-4 cm a maturazione, bruno chiaro, obovato- lineare, più o meno arrotondata alla base, maturano a settembre-ottobre e portano un seme profondamente dormiente da un complesso sistema di inibizioni della crescita.
Dall'inizio dell'imbrunimento della samara, l'embrione non è completamente sviluppato e mentre si completa questa fase, avviene anche la disidratazione del pericarpo e del tegumento del seme che lo rendono impermeabile e incapace di germinare; nell'embrione avviene anche un cambiamento ormonale che blocca la possibilità di germinare che richiede un periodo lungo di freddo.
Perché il seme possa germinare ci vogliono almeno 6-16 settimane di caldo seguiti da 16 settimane di freddo; in pratica in condizioni naturali devono passare almeno due anni dal imbrunimento delle samare.
L'apparato radicale è di tipo inizialmente fascicolato e molto sviluppato, in seguito può scendere molto in profondità tramite radici a fittone con robuste radici laterali che si sviluppano a candelabro.

Areale, Ecologia:  E' un albero esigente in suoli profondi non compatti, freschi ma anche umidi, da sub-acidi ad alcalini, si associa al nord, con Acero montano formando quelle nuove e a volte estese formazioni, nei pascoli e prati da sfalcio abbandonati, invadendoli a volte con densità superiore a 20 piantine a metro quadro, chiamate Aceri-Frassineti che stanno diventando una opportunità per la produzione di legname di pregio.
In varie condizioni edafiche, si presenta in formazioni di transizione su suoli umidi, calcarei anche con scheletro derivati da alluvioni recenti (Fluvisols) partecipando con Pioppo nero, Pioppo tremolo, Olmo campestre e Olmo montano, Tiglio selvatico e Tiglio nostrale, Acero campestre, nelle successioni di vecchie golene anche con Ontano nero, nelle vallate alpine anche con Ontano bianco.
Dove incontra suoli profondi di matrice arenaceo-marnoso (Flysch) drenati ma sempre umidi in condizioni avanalpiche si associa principalmente con Acero montano ma anche più raramente con A. riccio, nelle facies più umide con Ontano nero, negli alti versanti più drenati sempre con Tiglio selvatico, Ciliegio ed anche Carpino bianco.
Più in alto e in condizioni esalpiche e mesalpiche ma anche in vallate endalpiche, si associa sia al Faggio che all'Abete bianco e A. rosso.
In basso, compreso l'alta pianura, con Carpino bianco e Querce mesofile nei Querco-Carpineti collinari e Carpineti, sempre su suoli fertili profondi e sufficientemente umidi del Castanetum freddo, mentre nei Querco carpineti planiziali con falda superficiale del Castanetum caldo viene sostituito dal più igrofilo e termofilo Frassino ossifillo.
E' una specie sciafila da giovane, che con l'età diventa sempre più eliofila, è molto resistente alle basse temperature quando è in dormienza.
L'acqua è il suo fattore limitante, in quanto ne consuma molta per la sua velocità di crescita ed evapotraspirazione, consuma più acqua della Farnia e può facilmente subire danni da siccità perché tarda a controllare la traspirazione tramite la chiusura degli stomi, invece sopporta anche un mese di sommersione delle radici.
La dormienza invernale è data da una ritmica strettamente endogena non ben conosciuta.
Distribuzione in Italia Specie Europeo-Caucasica; in Europa l'areale del Frassino maggiore si sovrappone quasi a quello dell'Acero riccio, ma si espande maggiormente verso ovest raggiungendo l'Oceano Atlantico, dalle coste norvegesi a quelle della Galizia, Gran Bretagna, nella pianura Sarmantica raggiunge il 60° di latitudine nord e alle alture del Volga; a sud si ritrova nella regione Pontica (Mar nero) e nel Caucaso.
In Italia è diffuso al settentrione, è presente nei boschi freschi di forra anche nell'Italia centrale e in quella meridionale.

Presenza regionale

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