Acero Montano
(Acer pseudoplatanus)

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Classificazione scientifica

FamigliaAceraceae
GenereAcer
Speciepseudoplatanus
Nomi comuniAcero Montano

Descrizione: è una delle latifoglie nobili dei nostri boschi di notevole importanza economica.
E' un albero di grandi dimensioni il più grande acero europeo, è molto longevo e raggiunge facilmente i 30-35 m di altezza con fusto cilindrico e chioma, da giovane, piramidale; diviene poi con l'età più allargata a ventaglio o arrotondata ed è strutturata su pochi grossi rami ascendenti. La corteccia da giovane liscia, grigiastra con sfumature rossastre, con l'età forma un ritidoma non molto spesso di colore grigiastro che si distacca in placche sottili di forma arrotondata o allungata che lasciano vedere la parte sottostante di colore rosato.
I giovani rametti sono eretti, lisci, glabri, di colore verde prima, poi bruno rossiccio, portano gemme opposte, grossette, globose-allungate, glabre, di colore verde con margine rossastro e cigliato; nei rametti dell'anno le cicatrici delle foglie non si toccano tra loro.

Foglie, Fiori, Frutti:  Ha foglie caduche semplici, palmate a base cordata, lunghe 10-15(20)cm e altrettanto larghe, con 5(7) lobi poco acuti più o meno dentati con seni acuti; la lamina superiore è glabra di colore verde scuro opaca, la lamina inferiore è generalmente glaucescente verde grigio, con minuti peli all'ascella delle nervature; il picciolo è lungo come la lamina e allargato alla base, glabro di colore rossastro e al distacco non emette lattice.
Le foglie contengono molte proteine e oltre ad essere un ottimo foraggio, migliorano notevolmente il terreno. 
I fiori compaiono dopo l'inizio della fogliazione in maggio, sono riuniti in pannocchie terminali pendule, sono peduncolati con 5 petali giallo-verdi, lunghi 4-5 mm con 8 stami inseriti nel margine interno del disco.
Sono ermafroditi, ma spesso unisessuali e si possono trovare sulla stessa infiorescenza tutti e due i tipi, ma generalmente i femminili sono in posizione basale, i maschili apicali; eccezionale è il dioicismo l'impollinazione è entomofila.
La specie è precocemente fertile, fruttifica già a 10-15 anni di età ma la maturità sessuale nella pianta isolata la raggiunge sui 20-30 anni, in bosco verso i 40 anni.
Il frutto matura a settembre-ottobre, è una disamara lunga 3-5 cm con ali che formano un angolo di circa 90°, i carpelli sono convessi a parete sottile e all'interno con peli sottili argentei, la disseminazione è anemocora.
Il tegumento dei semi inibisce la germinazione ma è anche l'embrione ad avere una dormienza ormonale che viene rimossa da un periodo di chilling di 6-14 settimane, semi ortodossi, buona la facoltà germinativa 70-80%.
L'apparato radicale dapprima fascicolato diviene espanso con radici robuste che penetrano a candelabro verticalmente in profondità nei terreni profondi, anche più del Faggio.

Areale, Ecologia: La specie è molto diffusa in Europa centrale e occidentale (Francia, Benelux, Germania, Svizzera, Austria, Polonia, Russia), nel bacino del Mediterraneo (Spagna, Portogallo, Italia, Albania, Bulgaria, ex-Jugoslavia, Grecia), in Asia minore (Turchia) e nella regione del Caucaso.In Italia esso è un albero delle zone montuose, tuttavia compare anche a quote poco elevate: ad esempio è presente sporadicamente nell'alta pianura ai piedi delle Alpi ed è comune sulle Prealpi. Lo si incontra fino ad un'altitudine di 1500–1900 m. Trova il suo optimun negli acero-frassineti e nelle faggete. In Pianura Padana è quasi completamente sostituito dall'acero campestre. Nell'Europa centrale è presente ad altitudini via via inferiori, man mano che ci si sposta verso nord.

 

 

Presenza regionale

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